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Free Solo - Sul grande schermo in Italia

L’INCREDIBILE SALITA DI ALEX HONNOLD SU EL CAPITAN, NELLO YOSEMITE PARK, SENZA CORDA E SENZA PROTEZIONI

 

Realizzato da National Geographic e nominato per gli Oscar 2019 come miglior documentario, il film Free Solo è presentato e distribuito in Italia da ITACA srl

 

FREE SOLO, il film che racconta l’impresa di Alex Honnold, primo climber al mondo a scalare i quasi mille metri della parete di El Capitan nello Yosemite National Park senza corda e senza protezioni, arriva sul grande schermo in Italia dal 19 febbraio 2019 (WWW.BANFF.IT/FREESOLO) per la première che si terrà a Milano, presso il cinema The Space Odeon, alle ore 20,30. Il film è presentato e distribuito in Italia da ITACA srL The Outdoor Community che, dal 2013, organizza il tour del Banff Mountain Film Festival World in Italia, nelle sale quest’anno a partire dall’11 febbraio (tutte le informazioni su www.banff.it). Alex Honnold, uno dei climber più forti oggi sulla scena mondiale, ha scelto la via “Freerider”, aperta nel 1998 dal tedesco Alex Huber, per compiere quella che è stata definita dal The New York Times "probabilmente la più grande impresa nella storia dell’arrampicata su roccia": quasi mille metri di dislivello scalati completamente in free solo senza corda e senza protezioni. Honnold ha effettuato l’ascensione sabato 3 giugno 2017, iniziando a salire alle 5:32 del mattino e raggiungendo la vetta in sole 3 ore e 56 minuti. Il film non è soltanto di interesse per chi pratica attivamente l’arrampicata, ma è un ritratto intimo delle emozioni e delle motivazioni di un climber professionista mentre si prepara a realizzare il suo più grande sogno. Che cosa spinge un uomo a confrontarsi con un’impresa ai limiti di quanto è ritenuto possibile? Quale percorso deve compiere per raggiungere con successo un simile risultato?

A testimoniare le diverse fasi dell’impresa e i momenti più appassionanti sono i racconti della famiglia, della fidanzata, degli amici e del dream-team tecnico, inseriti tra le immagini più strepitose della straordinaria avventura. L'arrampicata in free solo mette alla prova praticamente ogni aspetto delle capacità fisiche e mentali di un climber, così come altre doti quali flessibilità e resistenza. Honnold ha dovuto poi calcolare anche altri fattori ambientali, come l’esposizione al sole, al vento o l’arrivo di temporali improvvisi. Ma il vero test è stato capire se Alex era in grado di mantenere l'autocontrollo mano a mano che saliva da solo per centinaia di metri, eseguendo complicate sequenze, durante le quali basta un dettaglio fuori posto a decidere tra la vita e la morte. I migliori climber sottolineano l'abilità unica che ha Honnold nel rimanere calmo e freddo anche in situazioni così critiche e pericolose, una capacità che ha sviluppato in 20 anni di attività. La sua imperturbabilità di fronte a situazioni di pericolo è talmente particolare da essere oggetto di studio da parte di un gruppo di neuroscienziati interessati a capire se il suo cervello si differenzia in qualche modo dalla media. Honnold la vede invece in maniera più pragmatica: "Facendo free solo so naturalmente di correre dei pericoli, ma provare paura una volta che sono lassù non mi aiuterebbe comunque", dice. "Limiterebbe solamente le mie capacità, così non faccio altro che metterla da parte". Una buona parte della sua compostezza deriva senza dubbio dalla sua accuratissima preparazione, che prevede allenamenti costanti e specifici, nonché la memorizzazione delle sequenze esatte di ogni passaggio. Per avere un’idea del rigore con cui Honnold si allena basti pensare a questo breve scambio avuto con un giornalista di National Geographic subito dopo la sua salita. “Come passerai il resto del pomeriggio?” “Farò un po’ di trazioni […] Faccio trazioni tutti i giorni e oggi è un giorno come tutti”. Le riprese sono state realizzate da un team di videomaker guidato dalla pluripremiata documentarista Elizabeth Chai Vasarhelyi e dal fotografo, regista e alpinista di fama mondiale Jimmy Chin, nonché grande amico di Honnold. Realizzato da National Geographic Documentary Films FREE SOLO, che ha ricevuto diversi premi in festival di tutto il mondo, è oggi candidato nella shortlist agli Oscar come miglior documentario, scelto tra oltre 166 titoli. L’uscita del film in Italia è prevista per il 19 febbraio 2019 con la première che si terrà a Milano, presso il cinema The Space Odeon, alle ore 20,30. A questa seguirà un calendario oltre 30 date. Per il calendario completo e info per l’acquisto del biglietto consultare il sito WWW.BANFF.IT/FREESOLO che sarà online a partire da mercoledì 23 gennaio 2019.

ALTRE INFORMAZIONI ALEX HONNOLD Alex Honnold è un climber professionista diventato famoso in tutto il mondo grazie alle sue audaci salite in free solo. Atleta talentuoso ma rigorosissimo negli allenamenti, Alex è stato soprannominato nell’ambiente dei climber “No Big Deal”, a causa del suo understatement e della sua attitudine schiva. Nonostante questo, le sue incredibili salite senza corda e protezioni lo hanno portato alla fama mondiale e di lui hanno scritto moltissime testate, dal New York Times a National Geographic al New Yorker, solo per restare negli Stati Uniti. A lui sono stati dedicati diversi film tra cui “Alone on the Wall”, nominato agli Emmy, diverse altre produzioni REELROCK e, naturalmente, è il protagonista del lungometraggio FREE SOLO, realizzato da National Geographic Documentary Films. Honnold è anche fondatore della Honnold Foundation, una fondazione ambientalista no profit. Ha sempre mantenuto uno stile di vita molto semplice da “Dirtbag climber”, vivendo per la maggior parte del tempo nel suo furgone e viaggiando per il mondo alla ricerca della prossima avventura. I REGISTI Quando Alex Honnold ha immaginato la sua straordinaria salita in free solo della via Freerider su El Capitan, si è confrontato con un rischio inimmaginabile: quasi 1000 metri di salita senza corde e protezioni. A questo si è aggiunta la presenza della troupe che ha girato le riprese. Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin raccontano che cosa ha significato riprendere l’impresa di Honnold durante le riprese di Free Solo. “E se cadesse?” Questa è stata la domanda centrale che i due registi si sono posti. “Come fai a riprendere una persona quando sai che potrebbe precipitare e morire in una frazione di secondo, mentre la tua fotocamera è puntata su di lui?” “Chai ed io abbiamo fatto un passo indietro e ci siamo presi un po’ di tempo per pensare se questa era una cosa che volevamo fare veramente”, dice Jimmy Chin, che oltre a essere un video maker è un alpinista professionista, amico di Alex. I registi si sono dovuti confrontare con il loro senso di responsabilità nei confronti di Honnold e dei pericoli che la semplice presenza di una troupe televisiva poteva creare durante la documentazione della scalata. I due si sono posti molte domande sul senso etico dell’operazione e su come la loro presenza avrebbe potuto influenzare la salita di Honnold. Jimmy Chin e il suo assistente Cheyne Lempe si sono calati a corda doppia con le loro cineprese per seguire Honnold mano a mano che eseguiva l'ultima metà dell'arrampicata e hanno fatto fatica a tenere il suo passo. Alla fine Chin è riuscito a correre in cima per filmare Alex Honnold… su quello che in quel momento era il “tetto del mondo.”

19 febbraio 2019


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Fonte: La Repubblica
19 FEBBRAIO 2019
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